«e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli»

Da un po’ di tempo a questa parte noi christifideles laici assistiamo a uno spettacolo abbastanza pietoso. Dopo la disonesta inettitudine di un Antonio Socci e lo smarrimento confusionale di Aldo Maria Valli, ultimamente si sono aggiunte altre voci dal mondo della Chiesa, perfino presuli, ad esprimere critiche rispetto ai pronunciamenti del Romano Pontefice.

> padre Gerald E. Murray
> Card. Muller
> Mons. Athanasius Schneider
> Mons. Athanasius Schneider
> su Il Foglio
> Mons. Guglielmo Borghetti
> cardinale Gerhard Ludwig Müller
> Mons. Antonio Suetta
> Arciv. Victor Manuel Fernandez
> Sabino Paciolla
> Corrado Gnerre
> Eugenia Roccella
> Gianni Pezzuolo
> in piazza San Pietro
> Lettera aperta a Vatican News
> gesuiti americani
> docufilm “Francesco”
> Crisis Magazine
> Catholic World Report
> Catholic News Agency (CNA)

Questa sequenza di interventi è relativa soltanto al docufilm premiato nei giardini vaticani, esclusa l’enciclica Fratelli tutti. Sono notizie solo degli ultimi sei giorni, nei quali si sono susseguite pubbliche prese di posizione o riflessioni divergenti, di pastori e credenti a vario titolo che contestano, nella forma e sovente nel merito, il magistero ordinario del Sommo Pontefice. Davanti a cotanto polverone sollevatosi, la comprensione dello scambio di vedute non è semplice e la fede dei semplici può venire disorientata. Pertanto è necessario rinnovare con ferma convinzione la professione di fede nella Chiesa, che da nessuna voce critica è messa in discussione.

Nella Chiesa il tesoro della redenzione è custodito indefettibilmente: sarebbe vanificata la Rivelazione, se Dio non ne garantisse l’infallibile permanenza (…) Tra i dodici, Gesù ha scelto Pietro perché fosse il fondamento della sua Chiesa, il pastore di tutto il suo gregge, colui che conferma e rianima nella fede i suoi fratelli. […] La necessaria infallibilità della Chiesa nel custodire la verità rivelata si risolve logicamente nella necessaria infallibilità di chi ha nella Chiesa l’ultima parola sulle eventuali controversie, cioè nella infallibilità della cattedra più alta dalla quale non c’è appello. […] Essa è dunque fedele: non si svierà mai dal cammino della vita. Perciò è infallibile, e in essa ogni ricercatore di buona volontà potrà sempre trovare la verità che salva; perciò è indefettibile, e non può perdersi nel mondo dietro gli incantatori del momento. (Giacomo Biffi, “Io credo”, JakaBook, cap. 9)

Quando incombe un pericolo per la fede, i superiori devono essere ripresi dai sudditi anche pubblicamente. Per questo Paolo, che era suddito di Pietro, lo riprese pubblicamente a causa del pericolo imminente di scandalo nella fede (cfr. Gal 2,14) [Summa theologiae, II-II, q.33, a.4, ad 2]

Insegna l’antico diritto canonico e i papi San Felice III e Leone XIII: “Non opporsi all’errore equivale ad approvarlo, non difendere la verità vuol dire distruggerla”

«e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli»ultima modifica: 2020-10-29T22:22:48+01:00da seddaco
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