2^ – riflessioni conciliari

IVAN POJAVNIKLa prima Stella del Concilio. La Vergine Maria e la Chiesa sulla via della nuova era, ed. Fede&Cultura, 2016, pp.69-71

La corrente teologica progressista ha lasciato da parte la prima Stella del Concilio e l’insegnamento degli ultimi successori di Pietro, senza i quali il Concilio non avrebbe avuto luogo e senza i quali non esiste la sua retta interpretazione. In definitiva lo spirito del Concilio è stato da essa sostituito dallo spirito della Riforma protestante. La corrente stava sprofondando spiritualmente, a modo di una spirale, nel sotterraneo, e ancora vi sprofonda: forma “una coda del Drago”. Per mezzo di essa il Drago ha diffuso nella Chiesa il fumo degli errori e delle eresie, ha provocato in essa una grande confusione, l’ha sconvolta con la contestazione al suo Magistero, l’ha diminuita e indebolita con un pluralismo centrifugo crescente, l’ha in parte paralizzata con il compromesso con lo spirito della moderna Babilonia e ha causato in essa la più grande crisi di fede nella sua storia e l’apostasia.
Satana, che si trasfigura in angelo di luce, ha sprigionato un attacco straordinario contro la dottrina del Concilio, agitando la sua nuova coda. Il suo scopo era ed è di provocare la più grande confusione del “traffico” nel popolo itinerante cattolico e di sedurre il maggior numero possibile dei suoi membri dalla retta via, e farli trasmigrare nella Babilonia contemporanea. In effetti, i falsi profeti (dottori) hanno provocato un’incredibile confusione del “traffico” nel popolo itinerante cattolico. Mediante la spirale teologica capovolta e discendente, Leviatan sostituiva in maniera intelligentissima e graduale, la vera trasfigurazione della Chiesa con quella falsa.

Non valuteremo mai a sufficienza i problemi e le difficoltà che dovette affrontare Paolo VI perché l’identità della Chiesa non venisse intaccata da una male intesa “trasformazione”. Mai ringrazieremo abbastanza Cristo Signore per aver scelto Paolo VI ala guida della mistica barca di pietro in anni in cui le onde la scuotevano da ogni parte. (…) La sua vita è per noi una dimostrazione sublime che non esiste “trasformazione” nella Chiesa, se non passa attraverso la nostra personale santificazione. (Giovanni Paolo II, Omelia 26.9.1982)

Il trasformismo teologico secolarizzante ha agito nel profondo in sintonia con lo spirito rivoluzionario del mondo moderno, promuovendo dall'”interno” la secolarizzazione (babilonizzazione) della Chiesa. In ultima analisi, con il suo impeto potente ha tentato di “convertirla” al mondo moderno: capovolgerla interiormente sul piano dell’emisfero sotterraneo dell’umanità e condurla così al naufragio. I “Papi conciliari” sono stati grandi, perché hanno smascherato la falsa trasformazione della Chiesa e, contrapponendosi costantemente a essa, hanno preservato la navicella della Chiesa cattolica dal naufragio. […]

Papa Giovanni Paolo II ci ha donato un criterio assolutamente sicuro nel Catechismo della Chiesa Cattolica: qui vediamo la sintesi della nostra fede, e questo Catechismo è veramente il criterio per vedere dove va una teologia accettabile o non accettabile. (Benedetto XVI, Discorso ai sacerdoti 10.6.2010)

2^ – riflessioni conciliariultima modifica: 2024-06-14T15:14:40+02:00da sedda-co
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