parli ora o taccia per sempre

San Pio V

“Nel rapporto con la liturgia si decide il destino della fede e della Chiesa”, disse l’allora cardinale Ratzinger. L’umanesimo, il razionalismo, l’archeologismo, l’utilitarismo, il modernismo, assieme a tutti gli altri ismi sulla base dei quali i riformatori hanno compiuto la propria opera tra gli anni Sessanta e Settanta, hanno prodotto una liturgia inadeguata alla sua stessa essenza teologica, non all’altezza della sua vocazione mistico-ascetica, estraniata dalla sua eredità culturale. Questa liturgia moderna, nella maniera in cui oggigiorno viene comunemente celebrata e vissuta, riflette e inculca una visione antropocentrica del culto, una visione spiritualmente dannosa, dal momento che devia dal culto evidentemente teocentrico, cristocentrico e agiocentrico tramandato dalla tradizione. E ciò continuerà, a sua volta, a indebolire la coerenza interiore della Chiesa, a deturpare la bellezza esteriore del suo volto, eliminare la sua fedeltà dottrinale, limitare l’estensione e l’intensità della sua santità e diminuire l’efficacia dei suoi sforzi missionari.

Peter Kwasniewski, Nobile bellezza, sublime santità: perchè la modernità ha bisogno della Messa tradizionale, Ed. Fede&Cultura (trad.it)

La continua riscoperta della bellezza della Liturgia non è la ricerca di un estetismo rituale che si compiace solo nella cura della formalità esteriore di un rito o si appaga di una scrupolosa osservanza rubricale. Ovviamente questa affermazione non vuole in nessun modo approvare l’atteggiamento opposto che confonde la semplicità con una sciatta banalità, l’essenzialità con una ignorante superficialità, la concretezza dell’agire rituale con un esasperato funzionalismo pratico.
Intendiamoci: ogni aspetto del celebrare va curato (spazio, tempo, gesti, parole, oggetti, vesti, canto, musica, …) e ogni rubrica deve essere osservata: basterebbe questa attenzione per evitare di derubare l’assemblea di ciò che le è dovuto, vale a dire il mistero pasquale celebrato nella modalità rituale che la Chiesa stabilisce.
(Lettera Apostolica “Desiderio desideravi” del Santo Padre Francesco I, n.22-23)

parli ora o taccia per sempreultima modifica: 2022-06-04T07:38:48+02:00da sedda-co
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