Occidit qui non servat

Finché ero a casa per concludere la Teologia, la domenica sera andavo a Messa nella parrocchia dei Conventuali, SS. Annunziata; di seguito rientrando passavo a Sant’Avendrace per sentire solo l’omelia del parroco. Ne ricordo una in particolare nella quale elencava alcuni classici comportamenti virtuosi, chiosando: «…sono antico? Voglio essere antico!». Se la virtù è considerata antiquata, non aveva molti dubbi sulla scelta tra modernismo e antichità. Non ammettere santità difforme dalla religiosità più diffusa, o dal parere della maggioranza, è triste. In ogni caso l’uomo spirituale lo giudica solo Dio (1 Cor 2,15), ai santi interessa poco il giudizio altrui. Ciò posto che la santità non consista nell’alienarsi dalla realtà, il suo risultato migliore si ritrova nel trasfigurare il male che incontra.
Quale ordine religioso vorrebbe oggi affrescare la volta della propria sacrestia dipingendo la barca di Pietro come una bagnarola che fa acqua da tutte le parti? Non sarebbe proprio un “trionfo” della Chiesa. Bisogna però osservare le costanti della storia. Quando Martin Lutero affiggeva le sue 95 tesi sulle porte della chiesa di Wittenberg, San Gaetano da Thiene studiava la teologia a Roma, definendo la città nuova “Babilonia”. Non occorreva l’emersione di un Lutero per constatare quanto era sotto gli occhi di tutti. La differenza tra i due è sostanziale: uno ha voluto tirarsene fuori per distruggere, l’altro ha voluto rinnovare dall’interno; il primo è un eresiarca, il secondo un santo cristiano. Rinnovare in bene è facile a dirsi ma non proprio a farsi, quando ci si trova davanti situazioni oggettivamente scandalose, che suscitano ribrezzo all’uomo giusto. Che effetto farebbe a noi conoscere l’amante di un vescovo, la concubina di un sacerdote, i figli del nostro parroco…? Il male di cui l’uomo è capace, l’errore che commette, scoraggia la buona volontà, abbatte l’umore di chi cerca il Signore su un cammino di santità. Rinunciare al combattimento spirituale è arrendersi al peccato, la peggiore sconfitta del Vangelo, il funerale della vita cristiana. Il Signore nell’ultimo giorno ci chiederà cosa abbiamo fatto per tappare i buchi della barca suddetta che affonda. Conciliare risposte che propongono soluzioni diverse e divergenti, non è facile, ma fomentare discordie non aiuta. La sinodalità è la vera sfida, che non si realizza però con la psicologia di gruppo: solo lo Spirito Santo ci può aiutare, in particolare con chi colloca l’anno 0 della Storia al 1962, distinguendo avanti e dopo il Concilio (a.C.-d.C.).
Di recente abbiamo visto un personaggio (di nome A. Minutella) che mentre demonizzava Lutero, non si è comportato in modo poi molto diverso… Su una cosa però sono d’accordo con lui: quando la Chiesa funzionava davvero, personaggi come lui in circolazione non se ne trovavano. La Santa Inquisizione svolgeva una funzione d’igiene pubblica formidabile a beneficio dei manicomi. Non credo di essere all’altezza per discuterne, perché con lui ce ne vuole uno bravo per davvero. E non sono sicuro neanche che ne basti uno… Tuttavia rifletto pure che davanti ad altri eccessi tollerati, reazioni contrarie si trattengono a fatica. Ricordo la lezione di gnoseologia tenuta dal professore di C.L., quando spiegava che secondo Aristotele conosciamo attraverso le immagini: «nessuno pensa P-I-R-L-A, pensiamo l’immagine». L’immagine associata a quel noumeno potrebbe essere ad esempio un bambino al quale hanno messo una mitria in testa; per non parlare di pastori che passano le giornate con lo smartphone in mano. Magari potrebbero fare cornice al SS. Sacramento accerchiato da uno stuolo paonazzo – in numero non inferiore a un concistoro papale -, che posa ridente davanti al fotografo. Questa immagine rappresenta la Chiesa del Concilio tanto declamata? Meglio andare a mendicare sull’esempio dei santi, piuttosto che associarsi a questo sistema.

Figliuoli miei, prendete in bene le mie parole:
piuttosto pregherei iddio che mi mandasse la morte,
anzi una saetta, che il pensiero di simili dignità.
Desidero bene lo spirito e la virtù
dei Cardinali e dei Papi,
ma non già le grandezze loro.
– San Filippo Neri –

Occidit qui non servatultima modifica: 2020-11-18T19:30:03+01:00da seddaco
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