altare sgarrupato nun s’appicciano cannele

Un cordiale saluto di buon giorno o buona sera a seconda dell’orario in cui sarete naufragati qua nella navigazione web. Ho da confessare una cosa, anche piuttosto grave: è successo che ho perso la pazienza. La “pazienza” quarto frutto dello Spirito Santo che San Paolo enumera nella lettera ai Galati (5,22), rappresenta il modo cristiano del patire; tutti gli uomini fanno esperienza del dolore e della sofferenza, i cristiani sopportano pazientemente. San Paolo da solo nomina poi la pazienza una dozzina di volte nelle sue lettere, segno che essa sia importante per chi le scrive e per chi le legge. C’è chi usa pubblicare flussi di coscienza e congetture in documenti del magistero – anziché sul proprio diario spirituale – e chi si sfoga altrimenti dattilograficamente. Il regime di censura instaurato da Facebook suggerisce la ricerca di alternative, onde evitare impeti violenti contro la tastiera.
Il sig. Vito De Nicola – che saluto pure “buongiorno o buonasera” anche a lui – si gode la sua meritata pensione a Calitri, coi migliori auguri. Dopo la quarantena, seguita a una vacanza lunga una gestazione, è arrivata la nomina ad interim di Simonetta Buttó, cui dal mese scorso succede Antonella Cucciniello. Cosa dobbiamo dire? Semplicemente che nonostante la fuga di cervelli, in Italia si trovano ancora persone competenti e sane di mente. Questo è un primo presupposto per correggere alcune tendenze espresse da altri pensionati. Sonia Ricciardelli – che saluto pure – quando era sovrintendente ha conosciuto personalmente e da vicino il p. Ferrara, che io credo in questo momento si stia rivoltando nella tomba. I padri dell’Oratorio che a Napoli volutamente si aprirono alla cultura umanistica, hanno costruito un tempio dello spirito (aperto al pubblico) senza che gli passasse mai nell’anticamera del cervello un supermercato della cultura. Un’idea insana del 3° millennio che deve pur fare i conti con la realtà; il pensiero attualmente dominante nell’ambito dei beni culturali, va verso una “cultura al minuto” che punta al coinvolgimento emozionale del visitatore suscitandone la curiosità. L’esperienza inizia e finisce per la durata di un giretto (guidato), lasciando al termine il ricordo della visita. Il turista culturale ammira cose stupende, che sono state pure utili a suo tempo, ma che non si sa più a cosa possano servire.
Sono passati più di due anni da quando sembrava aprirsi un nuova stagione per il monumento nazionale, con l’avvio del cantiere di restauro interno ed esterno, oltre all’attività professionale svolta dall’università di Napoli e le pubbliche conferenze culturali. Ad oggi però quel bel movimento iniziato ha subito un brusco rallentamento, come ha descritto l’editore Il Giglio. L’unico consiglio che vorrei aggiungere è di comprare un buon colluttorio per gargarismi prima di parlare degli oratoriani.
Il quadro attuale delude ancora la nuova aspettativa creatasi qualche anno fa. Tuttavia i bravi cristiani, specie se intellettuali, sanno che la speranza è una virtù teologale. San Tommaso insegna un realismo “moderato”, da cosa? Dalla consapevolezza che Dio è più grande anche della Summa theologie che lui ha scritto, perché non si contiene in nessun libro di nessuna biblioteca. Ce lo insegna lo stesso San Tommaso che noi non crediamo in una filosofia, poiché l’ira non compie il bene agli occhi di Dio (Gc 1,20), né Cristo ha espresso sfiducia o rassegnazione andando incontro alla morte. Dio favorirà chi combatte la buona battaglia delle idee, se rispondenti a verità e purezza da altri fini.

 altare sgarrupato nun s’appicciano canneleultima modifica: 2020-10-19T10:31:38+02:00da seddaco
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