Dio li fa e poi li accoppia

Scopa e paletta in pugno, con tanto amore stamane ho spazzato tutta la navata centrale della chiesa per gli sposi che oggi l’hanno addobbata in pompa magna. Ci teniamo tutti ad avere un luogo di culto accogliente in momenti importanti della vita cristiana. Chi capita in chiesa anche solo per le ricorrenze, senza neanche troppo spirito d’osservazione, può apprezzare la differenza tra un ambiente sporco, vuoto e buio, rispetto alla bellezza che la liturgia richiede. Un pavimento lustrato con la cera, tappezzeria damascata, l’acquisto del materiale igienizzante, i consumi di corrente elettrica per lampadari, candelabri, riflettori accesi, oltre agli eventuali faretti dei fotografi e l’impianto di amplificazione; l’organista e la corrente che tira lo strumento a canne, oltre alla manutenzione periodica che comporta; l’ambiente pulito dalla polvere e fazzoletti, bottigliette, libretti, caramelle…

Un articolo “giornalistico” realizzato a luglio facendo scherzi telefonici nelle più belle chiese di Palermo, menzionava Papa Francesco mettendogli in bocca parole che non si capisce neanche dove abbia proferito. Il mese scorso prendendo una chiamata parlavo con una (e quante le stavano accanto) che chiedeva l’elemosina al telefono, avendo pensato che noi dovessimo pagargli la bolletta della luce. Anche la nostra chiesa paga le utenze di acqua e luce, oltre al telefono sempre raggiungibile, con cifre proporzionali alle dimensioni della struttura. Le offerte che arrivano a tale scopo dai fedeli sono il frutto del lavoro apostolico, per il mantenimento del bene culturale affidato dallo Stato. I religiosi che tengono aperte e ufficiate monumentali chiese non più loro, si fanno carico di tanto e talvolta dispiace che certi cristiani non sappiano apprezzare. Tanto più è cospicuo l’importo delle spese, tanto più si motiva l’esenzione fiscale di tutti gli introiti della chiesa.

Questo mese, una domenica mattina, mi si è presentato un giovane per farmi una catechesi sulla chiesa povera. Sentendosi il Papa, credeva che io dovessi baciargli le mani o non so che altro, dato che la pantofola è abolita. Era accompagnato dalla sua promessa sposa, la quale veniva a chiedere perché mai dovesse lasciare un’offerta minima per una Messa celebrata fuori orario, con tutta la chiesa accesa, organista e corredo nuziale. Se proprio non vuole sposarsi nella propria parrocchia di appartenenza, tra me e me mi sono chiesto perché non si sposi alla Basilica di San Pietro, tuttavia preghiamo che lo Spirito Santo illumini gli ignoranti. Se non avete amici tributaristi, parlatene col vostro parroco, che se non è una capra ignorante come voi dovrebbe sapervi spiegare.

La storia della Chiesa non comincia l’8 dicembre 1965. Se ritenete che fino al 1962 d.C. “la terra era informe e deserta, le tenebre ricoprivano l’abisso e sulle acque aleggiava lo spirito di Dio” (Gen 1,2), vi sbagliate di grosso. La chiesa dove mi trovo io è stata edificata nel ‘600, con un cantiere mai interrotto nei secoli a seguire – finché i padri ne erano padroni – che ha implementato i materiali e abbellito i decori in crescendo. Oggi noi siamo eredi di quei religiosi mecenati che investirono le proprie sostanze nella produzione di cotanto patrimonio artistico, e riteniamo di doverlo tutelare e conservare dall’autorità di turno se non crede in Dio o è, per l’appunto, una capra ignorante.

Dio li fa e poi li accoppiaultima modifica: 2020-09-18T12:39:50+02:00da seddaco
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