Philippus Nerius

DSC_1373Una raffigurazione “plastica”, ovvero tridimensionale perché scultorea, quella realizzata in terracotta dall’artigiano ceramista Bernardo Mario Raimondi. L’immagine plasmata vuole rappresentare San Filippo anziano, in età avanzata desunta dal volto e dal petto… Le rughe che segnano il viso e la barba bianca che lo copre, sono la riproduzione fedele di quanto fissato nei ritratti del Santo. Gli zigomi rotondi, gli occhi grandi e azzurri, incavati in una fronte sporgente, sono tratti ben visibili nell’iconografia artistica che dipinge San Filippo. La mano destra è sul petto, sopra il suo cuore dilatato, seppur con la talare abbottonata. Negli ultimi tempi della sua vita, ormai anziano si ritirò del tutto dal mondo, dagli ambienti ecclesiastici e domestici, frequentati a Roma per il suo apostolato. Non usciva DSC_1372più neanche per le sue passeggiate e, sicuramente, neanche sul terrazzo della Vallicella per ammirare ancora il panorama e respirare aria fresca. Perciò ci piace pensare che almeno il suo miocardio – se non il resto del corpo sofferente – volle lasciarlo in pace. Nella mano sinistra un libro, con il dito medio che tiene il segno di una pagina. Simbolicamente ricorda il suo carattere bibliofilo, per cui aveva libri appresso non solo sulla scrivania.
Un espressione nell’insieme serena che ispira la “dolcezza” gioviale fin in tarda età, com’è da più parti attestata. Ricordiamo pure quel titolo che volle attribuirgli J.H.Newman nelle sue litanie: “modello di vecchiaia”. Una raffigurazione che rasserena molto più di quell’immagine obbrobriosa e ripugnante che mi incute sconforto ogni volta che la vedo in cima allo scalone dei girolamini. Quella statua di un “San Filippo” col volto severo, di carnagione scura, barba nera, secondo uno stile confacente ai capi di religioni antidiluviane. Cosa più spaventevole è pensare a quale visione risponda…DSC_1374

Philippus Neriusultima modifica: 2020-06-19T22:10:17+02:00da sedda-co
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