Storie del Belpaese – parte III

…continua dal precedente articolo

Reo confesso, De Caro stimerà che i suoi furti del 2011 abbiano generato introiti compresi fra uno e due milioni di euro. Denari da suddividere peraltro – secondo accordi più o meno chiari – con i complici diretti o indiretti, consapevoli o inconsapevoli delle sue imprese criminali. Con restauratori che si adoperavano per cancellare dai libri i segni di appartenentza delle biblioteche. Con legatori che lavoravano a riconfezionare le carte slegate dalle miscellanee. Con runners che si affaccendavano per smerciare la refurtiva presso i librai antiquari o le case d’asta. E anzitutto su questi runners si sarebbero concentrate, dopo le confessioni di De Caro, le attenzioni dell’autorità giudiziaria.
(Sergio Luzzato, “Max Fox”, Einaudi, Torino 2019, p. 201)

«Entro cinque o sei mesi dalla nomina di De Caro al vertice dei Girolamini, l’opera di svaligiamento della biblioteca partenopea era stata in gran parte compiuta», sintetizza il prof. Luzzato che riporta la mail inviata dall’impiegata Mariarosaria Berardi al professore Filippomaria Montani (dell’Università di Venezia); l’occasione era data dalla richiesta di studio su un codice quattrocentesco (Ms. Orat. CF 2.11). «Alle 10.23 del 21 novembre 2011, rispondendo all’oggetto “consultazione manoscritto”, Mariarosaria Berardi aveva lanciato all’indirizzo del docente veneto di Filologia classica una specie di messaggio in bottiglia, per non dire il più drammatico degli sos»: Egregio Professore, come già comunicatoLe, io non conosco assolutamente i progetti che il Conservatore e il Direttore hanno per la gloriosa Biblioteca Oratoriana di Napoli. Dallo scorso giugno 2011, qui regna il caos più assoluto senza che nessuno di noi (con 30-40 anni di servizio) possa intervenire per fermare le suddette operazioni di riorganizzazione (sic!!!). Mi auguro, nell’ipotesi che saremo ancora in servizio (e non licenziati per la fine dell’anno) che possa intervenire il Superiore Ministero dei Beni Librari (Serv. I) a rendersi conto di quanto sta accadendo in questa Biblioteca. Cordiali saluti e buon lavoro. Mariarosaria Berardi.

Il professor Pontani si sarebbe recato a Napoli per visionare il volume richiesto soltanto qualche mese più tardi. Intanto con l’avvento del governo Monti succedeva Lorenzo Ornaghi al ministro Galan e veniva rinnovato (15/12/2011) il contratto annuale al direttore De Caro (40.000€ lordi). Nel precedente articolo ho riportato l’iniziativa che prese Montanari scrivendo un articolo sul giornale di cui era collaboratore (il Fatto quotidiano); ora scopriamo la campanella d’allarme che gli diede l’incipit. Fu la domenica 25 marzo 2012 quando Montanari ricevette la mail del prof. Filippomaria Pontani che gli riferiva la «ricognizione autoptica» da lui compiuta presso il monumento nazionale dei girolamini, nel senso che l’esame autoptico di un codice quattrocentesco era diventato l’autopsia sul cadavere della biblioteca oratoriana. Cinque giorni dopo, il 30 marzo, esce fresco di stampa l’articolo di Montanari sul Fatto quotidiano. In che stato versava l’ambiente lo possiamo vedere coi nostri occhi [click]: cataste di libri antichi impilate ovunque, scaffali vuoti, scatole pronte all’imballaggio, fogli volanti… Se ora la narrazione si fa troppo incalzante per interrompere le peripezie, potete comprare Max Fax in libreria e leggere la ricostruzione dei fatti presentata; io gli ho fatto già abbastanza pubblicità e non è questo neanche il mio scopo. Luzzato descrive un De Caro su tutte le furie nel momento in cui si accorge che il mondo gli sta crollando addosso (alle 11:32 di venerdì 30 marzo 2012 quando gli telefona l’antiquario romano Maurizio Bifolco per avvisarlo dell’articolo sul giornale). Il direttore furibondo chiama Dell’Utri perché avverta il mitico Cesare Previti, tramite la prefettura (“batteria” del ministero dell’Interno) telefona a Montanari per cantargliene quattro, organizza a tavolino le repliche per tutti i giornalisti e minaccia ripicche in sede civile.

Nel frattempo personalità dell’Università partenopea e del mondo della cultura cittadina, sottoscrivono una lettera aperta indirizzata al ministro Ornaghi, raccogliendo nel giro di qualche giorno oltre cinquecento firme:

Signor Ministro,
Le scriviamo a proposito dello stranissimo e increscioso affare che riguarda l’attuale direzione della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli, una delle biblioteche storiche più gloriose d’Italia, nata dalla passione culturale della congregazione di San Filippo Neri. […]
Le chiediamo come sia possibile che la direzione dei Girolamini sia stata affidata dai padri filippini, con l’avallo del Ministero che ne è ultimo responsabile, a un uomo (Marino Massimo De Caro) che non ha i benché minimi titoli scientifici e la benché minima competenza professionale per onorare quel ruolo. […]
Le chiediamo inoltre di spiegarci come mai Marino Massimo De Caro, sebbene del tutto estraneo al mondo della biblioteconomia e della funzione pubblica, abbia avuto e abbia comunque curiose implicazioni con i libri, che lo portano tuttavia nel mondo del commercio, facendo emergere fin qui – sempre e soltanto – episodi degni di essere vagliati non da una commissione di concorso, ma dalle autorità giudiziarie […]

La macchina inquirente si mise allora in moto e scattarono perquisizioni e poi arresti.

I due corpi dell'organo a canne

I due corpi dell’organo a canne

Foto Marsano (6)

continua…

Storie del Belpaese – parte IIIultima modifica: 2020-01-16T10:06:11+01:00da sedda-co
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